• Toti dimettiti
    Le indagini delle procure di Genova e La Spezia hanno rivelato un sistema di potere, corrotto e mafioso, che ha favorito gli interessi economici di pochi e svenduto a pochi spiccioli pezzi della nostra regione invece di amministrare a favore del benessere di tutte le persone. Quello che emerge dagli atti dell’indagine è un sistema di potere che piega senza vergogna l’amministrazione pubblica agli interessi di pochi e che non si fa remore morali a trattare con appartenenti ad associazioni di mafia. Indipendentemente dalle responsabilità penali abbiamo avuto modo di leggere cosa dice e pensa Toti della nostra regione, abbiamo scoperto retroscena impensabili. È insopportabile e inaccettabile. Per questo deve dimettersi.
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    Creato da Genova che osa
  • Fuori la corruzione dalla politica
    -- Questo testo è stato scritto nell'aprile 2022. È ancora attuale e lo riproponiamo identico: -- Quale che sia il tema che vuoi portare in politica, dalla lotta alle diseguaglianze ai cambiamenti climatici o a una diversa gestione degli spazi in città, c'è una ragione per cui Genova e il nostro Paese non riescono a fare progressi: la corruzione del denaro. Il denaro si insinua in ogni parte del nostro sistema politico, corrompe la democrazia e toglie potere alle persone. Le grandi aziende e i miliardari spendono milioni per spingere il Parlamento ad adottare o bloccare una legge. Prima ancora che i processi decisionali inizino lobbisti e miliardari cercano di condizionare i politici durante le elezioni. I candidati e gli eletti spesso passano ore e ore al giorno a fare telefonate con i grandi donatori invece di studiare e concentrarsi a capire cosa è utile davvero per i cittadini. Organizzano raccolte fondi a porte chiuse o cene di gala e passano il tempo ad ascoltare ricchi e amministratori di grandi aziende dimenticandosi di tutti gli altri. Questa corruzione della nostra democrazia è purtroppo perfettamente legale e siccome in Italia manca una legge sul lobbying non sappiamo nemmeno chi e quanto investe nelle campagna elettorali. Nelle nostre elezioni comunali sta accadendo esattamente questo. Aldo Spinelli, uno degli uomini più ricchi della città, ieri era sul palco insieme a Bucci e Salvini. "Io do soldi a tutti i partiti che me lo chiedono, da sempre - dice Spinelli, e ammette di aver finanziato in passato anche Burlando e Renzi - Ma è normale, come si fanno a fare le campagne elettorali, oggi, senza i contributi degli imprenditori?" Quello che lui e i ricchi donatori come lui chiedono è una città stagnante che non lotta contro le diseguaglianze e lascia indietro giovani e anziani. La nostra democrazia non dovrebbe essere condizionata e pagata dai ricchi e potenti. Firma la petizione e chiedi a tutte le persone che si candidano di essere trasparenti, dichiarare da chi ricevono i fondi con cui pagano la loro campagna elettorale e non accettare donazioni superiori a 200€ da imprenditori e componenti dei consigli di amministrazione.
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    Creato da Genova che osa
  • Solidarietà alle persone arrestate a Genova
    “Basta, ci fate paura”. Intorno carabinieri e polizia locale schiacciano un ragazzo a terra, un altro è piegato sul cofano della macchina dei carabinieri. Una ragazza viene trascinata dietro l’angolo, tre carabinieri la schiacciano al muro. Altri usano il taser mentre tengono ragazze e ragazzi allineati al muro ad assistere alla scena. Sono immagini di violenza che ricordano le tragiche immagini di quanto avviene negli Stati Uniti, e che non vorremmo vedere da nessuna parte. Ragazze e ragazzi erano li per festeggiare un compleanno. Una macchina dei carabinieri sfreccia davanti al locale e rischia di investire il cane di uno dei presenti. Così ne nasce un alterco tra i militari e i presenti che sfocia in violenza da parte delle forze dell’ordine sulle persone inermi e spaventate e con 8 arresti. Esprimiamo solidarietà alla persone arrestate, chiediamo la loro liberazione. Speriamo che sia fatta luce sulle responsabilità delle forze dell’ordine nell’uso spropositato della forza.
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    Creato da Arci Genova, Comunità San Benedetto al Porto, Genova che osa, Rete studenti medi
  • Festeggio il 25 aprile, senza ambiguità
    Sono passati pochi giorni da quando il Comune di Genova ha dimenticato di spiegare come persero la vita 154 persone alla Benedicta, omettendo che vennero trucidate dai fascisti e nazisti. Non è un caso. In questi anni sono molteplici i casi in cui l’amministrazione Bucci ha dimostrato ambiguità: dal non menzionare la parola "Resistenza" nella lettera di conferimento del Grifo d'oro a Giordano Bruschi, il Partigiano Giotto, all'omaggio ai repubblichini, fino alla creazione di una identità cittadina fittizia intorno al simbolo della bandiere col chiaro intento di distogliere l’attenzione dal 25 aprile. Una politica precisa e che si rispecchia nei comportamenti della destra al governo nazionale. Una strategia che Antonio Scurati mette a nudo nel suo monologo, quando dice: "Dopo aver evitato l'argomento in campagna elettorale la Presidente del Consiglio, quando costretta ad affrontarlo dagli anniversari storici, si è pervicacemente attenuta alla linea ideologica della sua cultura neofascista di provenienza: ha preso le distanze dalle efferatezze indifendibili perpetrate dal regime (la persecuzione degli ebrei) senza mai ripudiare nel suo insieme l'esperienza fascista, ha scaricato sui soli nazisti le stragi compiute con la complicità dei fascisti repubblichini, infine ha disconosciuto il ruolo fondamentale della Resistenza nella rinascita italiana (fino al punto di non nominare mai la parola "antifascismo" in occasione del 25 aprile 2023)." Qui a Genova ci mettono in guardia le parole di Antonio Gibelli che spiega come funziona la “contesa delle parole”: "Nel lessico dell’Italia meloniana dominano ormai, naturalmente, i linguaggi diluiti, equidistanti. Non tanto il fascismo aperto ma l’anti-antifascismo e quindi l’a-fascismo. Mettiamoci una pietra sopra. E basta con le contrapposizioni. Le stragi sono stragi, senza aggiungere altro. C’è chi ha già detto che non se ne può più con questa storia dell’antifascismo, come se non fosse ne più ne meno il marchio distintivo della Repubblica democratica. Come sempre accade negli abusi pubblici della storia, la contesa parte dalle parole, quelle dette e soprattutto quelle non dette. E questa guerriglia di parole assenti mira a sbiancare la memoria del passato." È responsabilità nostra, antifasciste e antifascisti, tenere viva la memoria e soprattutto quegli ideali di libertà, democrazia e pace che ispirarono la lotta partigiana.
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    Creato da Sandro Pederzolli, Mauro Isola, Paolo Cortigiani, Panetta Alberto, Vittoria Traverso, Gianni Massone, Gabriele Bassetti
  • Pagate chi lavora al Festival della Comunicazione
    Il festival della comunicazione è una bella manifestazione, rendetela anche giusta. Il lavoro si deve pagare. Questa mattina l’ufficio orientamento dell’Università di Genova ha mandato una email a studenti e studentesse: il festival della comunicazione cerca volontari, turni di 6 ore al giorno, per almeno 3 giorni. La paga? Niente. Il Festival della comunicazione vanta numeri da record: centinaia di ospiti, eventi sold out, 40mila presenze e centinaia di migliaia online. Ha partner importanti, come la Regione Liguria e grandi aziende come sponsor: Ferrovie, Enel, Eni, Iren e molte altre. Eppure nessuno ha pensato di prevedere un budget, anche molto piccolo, per pagare quelle persone che effettivamente rendono possibile lo svolgimento del festival. La prossima edizione si svolgerà a settembre. Non cercate volontari, impegnatevi a pagare chi lavora.
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    Creato da Maia Burdese, Amanda Pederzolli, Lisanna Silingardi, Marta Serra, Lucia Mazzoni, Alessandro Actis Grosso, Serena Settembrini, Michele Ciulla
  • No a nuove costruzioni in aree inondabili
    Pochi giorni fa la giunta Toti ha deciso di autorizzare le costruzioni in aree inondabili. È una follia in una regione che ha già subito più volte alluvioni devastanti. Secondo il nuovo regolamento approvato dalla Regione Liguria in aree inondabili a minor pericolosità (basse velocità di scorrimento e basse altezze idriche per le piene cinquantennali) sarà possibile "realizzare progetti e interventi di nuova costruzione". In Emilia, a pochi chilometri da qui, sono tracimati 21 corsi d'acqua, devastando aree simili a quelle in cui Toti vorrebbe far costruire. Per l'ennesima volta si contano i morti, mentre gli esperti continuano a ribadire che certi fenomeni estremi diventeranno sempre più frequenti e l'unico modo per difendersi è fare scelte politiche di segno opposto a quelle di Toti. Firma la petizione e chiedi a Toti di rivedere immediamente questa decisione.
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    Creato da Genova che osa
  • Firma contro l'ordinanza che rende illegale bere una birra in spiaggia.
    L'ordinanza di Bucci vieta la vendita d'asporto di bevande alcoliche dalle 21 alle 6 in tutta la città e dalle 16 alle 8 del giorno dopo anche il consumo o la detenzione all'aperto, tranne che nei dehors autorizzati. Con l'ordinanza di Bucci diventa illegale bersi una birra in spiaggia al tramonto. È una misura proibizionista senza senso, che favorisce solo le attività commerciali che hanno dehors.
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    Creato da Genova che osa
  • Anche nella nostra città chiediamo l'istituzione dell'Assemblea dei Cittadini
    Grazie all'istituzione dell'Assemblea dei Cittadini, è possibile affrontare i problemi collettivi che la politica, nel suo ordinamento attuale, non può risolvere perché è basata sul sistema elettorale, che premia il consenso a breve termine e, selezionando i cittadini più ambiziosi e spregiudicati, esclude la stragrande maggioranza degli individui che siano minimamente più modesti o scrupolosi. Il pregio delle indicazioni emesse da un'assemblea di cittadini così composta è di essere espressione collettiva dell'intera popolazione e di fronte all'elettorato le istituzioni si assumono la responsabilità politica di rigettarle o raccolgono la legittimazione politica di convertirle in Legge.
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    Creato da Lorenzo Ventura